Pasta alla ricotta

Se vi trovate in Ungheria e vi viene voglia di mangiare una pastasciutta non dovete andare necessariamente in un ristorante italiano. Non sarà la tipica pasta italiana al pomodoro ma vale la pena assaggiare in una trattoria/ristorante la pasta con la ricotta, che è uno dei classici della cucina magiara. La versione più buona quella con la ricotta di pecora (juhtúró o gomolya) perché è più saporita. Non è facile riprodurla esattamente in Italia perché la ricotta ha una consistenza diversa. Comunque cercate quelle artigianali che hanno il cestino interno per sgocciolarla. Non deve essere cremosa ma ben asciutta che si sgretoli facilmente in pezzi piccoli. Secondo punto poi è il lardo. Andrebbe preparato con dadini di lardo affumicato, che finora non ho mai visto in Italia. In alternativa un buon sostituto potrebbe essere la pancetta affumicata o il guancialino. Anche la forma della pasta è importante, ci vuole per forza quella corta. In Ungheria si usano dei quadrettini di pasta (2x2 cm). Secondo me quelle che qui danno il risultato migliore sono le farfalle.
Eccoci dunque agli ingredienti:

Juhtúrós csusza
  • 250 g pasta corta (farfalle)
  • 250 g ricotta di pecora
  • 100 g guancialino
  • 1 vasetto panna acida
Naturalmente si cuoce la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo si friggono i dadini di guancialino e si lasciano da parte. Si scola la pasta, si versa in una teglia si butta sopra la ricotta sbriciolata, si versa la panna acida e in cima si butta i pezzetti di guancialino con tutto il grasso si cottura che darà il condimento alla pasta. Non necessita sale in quanto il guancialino è già molto salato, ma si può aggiungere comunque alla fine insieme ad un po’ di pepe ed eventualmente un po' di aneto tritato.

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